domenica 29 aprile 2018

Vitel tonnè

Da quando Lei non c'è più, oltre ai numerosi buchi neri che mi ha lasciato in svariati ambiti, di sicuro c'è quello gastronomico.
Milioni di ricette in cui Lei era maestra, segreti di famiglia, tradizioni senza dosi, che mi riproponevo di farmi insegnare un giorno, anzi a dire la verità avevamo pure iniziato la scuola di cucina, ma c'è tempo, si pensa che ci sarà sempre tutto il tempo... ed ora mi ritrovo con una lista lunga così di piatti che volevo farmi insegnare e tutta l'ignoranza del mondo.
Sono l'orfana di una regina che si rende conto di non saper nemmeno tenere in mano una forchetta.

In Piemonte il vitel tonnè è scontato, ma buono, perchè lo sanno fare sul serio.
Io, figurarsi, me lo son sempre trovato nel piatto, mica avevo mai provato a farlo prima.
Però ora le imparerrò tutte, queste cose scontate che lei sapeva fare e io sapevo solo mangiare.
Ho iniziato dal vitel tonnè, seguiranno la panissa, gli arrosti, il tiramisù, la fonduta, la carne alla Voronoff con il riso pilaf, il carpione. E si mettano il cuore in pace i miei ospiti: ci saranno successi al primo colpo come il vitel tonnè, schifezze improponibili come il capretto al forno 😣 e ripetizioni irritanti dello stesso piatto per 5 volte in un mese come la frolla per arrivare alla ricetta da post.

INGREDIENTI (per 2 piatti da portata abbondanti = 12 persone)

- magatello di vitello da 1,5 kg sgrassato dal macellaio (esisterà anche più grande di così? Non lo so, io ho preso il più grosso che c'era, ma Ivan del Casot ha le fette indiscutibilmente più grandi delle mie, quindi evidentemente..)
- 1 sedano
- 1 cipolla
- 1 carota
- 1 mazzetto aromatiche
- 2 foglie di alloro
- 200 gr tonno sott'olio
- 6 acciughe sott'olio (ho usato quelle arrotolte che sono molto piccole)
- 90 gr capperi sotto sale
- 1 cucchiaio succo di limone
- 500 gr olio e.v. (provato con quello di semi e no, meglio quello di oliva)
- 2 uova
- 1/2 cucchiaino sale

COME SI FA

Portare ad ebollizione le verdure e le erbe aromatiche e farle bollire dolcemente per 20'.
Trascorso questo tempo immergere la carne e farla cuocere per 1 ora e mezza, schiumando le impurità che affiorano in superficie con un cucchiaio o una schiumarola.

Intermezzo
Primo dramma: ok la ricetta prevedeva un magatello da 750 gr da cuocere per 45', il mio è il doppio, quanto cuoce???? Il doppio del tempo??? Parte la googolata selvaggia (erano le 4 del mattino all'incirca quindi la disperazione e l'ansia venivano esacerbate dalla stanchezza), incrociando una decina di pareri trovo da qualche parte la formula magica: per ogni 500 g di carne occorrono circa 30 minuti di cottura. L’importante è che al cuore la carne non superi i 65°, da misurare con un termometro da cucina.
Mi ricordo di avere un termometro da cucina (Ikea) mai utilizzato, lo provo e fa il suo sporco lavoro di verifica che la formula dei 30' per ogni 500 gr funziona (mi vergogno di ammetterlo ma prima di capire che per misurare la temperatura interna del magatello lo dovevo tirare fuori dal brodo bollente mi ci sono voluti 3 tentativi durante i quali la sonda immersa nel liquido incandescente strillava ed io presa dal panico pensavo: ma come fa ad essere già a 100° se sono passati solo 45 minuti??? Vabbè, l'ho detto che non avevo dormito e cucinavo dalle 3 e mezza del mattino..)
Ad ogni buon conto, prossima volta arrischierei una decina di minuti in meno per avere la carne più rosa.

N.B. provato con 2 magatelli da circa 800 gr l'uno, cotti in contemporanea, in teoria per 45', in pratica 15' prima del termine della cottura avevano già raggiunto entrambi la temperatura di 65°... quindi li ho tolti un pò prima, ed in tutto li cotti 40' circa.

Schiuma non ne è praticamente salita, quindi si può lasciare il coperchio socchiuso ed il fuoco basso ma non al minimo.

Lasciarlo raffreddare nel brodo. Poche ore prima togliere la carne dal brodo, togliere l'eventuale grasso residuo, avvolgerla nella stagnola e metterla in frigo.

Intermezzo
Secondo dramma: prima di affettarlo deve raffreddare, ma lo lascio nel brodo o lo tiro fuori? Non è che stando nel brodo caldo continua a cuocere e poi lo tiro fuori che è una suola??
Ho rischiato, memore di un'altra ricetta, ed ha funzionato: si lascia raffreddare nel brodo.

Ho preparato la maionese nel Bimby (doppia dose), poi ho frullato capperi, acciughe e tonno e li ho aggiunti alla maionese (prossima volta frullarli più fini).

Intermezzo
Terzo dramma: detto così sembra facile (e una volta azzeccata la ricetta lo è in effetti).
Ma decidere quale provare è stato un inferno. Chi fa la salsa con il tuorlo sodo. Chi con il brodo filtrato. Chi con le verdure, chi senza. Io ho scelto l'opzione maionese + tonno/acciughe/capperi frullati e ho capito che è la versione che fa per me perchè la più vicina all'originale che ho in mente.

Ho tagliato la carne più sottile possibile utilizzando l'affettatrice. L'ho affettata poco prima di servirla perchè avevo il terrore che venisse nera.

N.B. Su suggerimento di quel genio di mio marito abbiamo affettato la carne di sbieco, per fare le fette più grandi: funziona!

E' stato un successo!
Approvata e lodata ripetutamente da mio marito, noto per fare le pulci pure alla cucina del Sant'Hubertus.




Bicchieri d'estate


Tratti dal libro "Bicchieri golosi" di José Maréchal (che ha il brutto vizio di indicare poco le dosi ma il pregio di avere ricette fichissime), questi bicchieri fanno veramente pensare: ok, ora è estate, perchè sono fatti di cose estive, mozzarella, basilico, pomodori... e si servono freddi (ma non di frigo).
Occhio che fregano: sembrano freschi e leggeri, ma più strati si fanno più sono belli, uno si fa prendere la mano, ed è un attimo che lo "stuzzichino fresco" ti riempie l'ospite che poi ti rifiuta il primo...
Quindi o si trovano bicchierini stretti e alti (molti strati ma meno contenuto) oppure sostituiscono quasi un primo!

INGREDIENTI (per 6 bicchieri taglia quasiunprimo)

- pomodorini sardi
- 600 gr mozzarella di bufala (conviene prendere i bocconcini perchè per la dimensione aiutano la composizione del piatto)
- basilico fresco per guarnire
- circa 150 gr di pesto (meglio quello delicato e cremoso, sempre per facilitare la composizione del piatto)
- 60 gr pomodori secchi (ho utilizzato quelli secchi e basta, non sott'olio nè sotto sale)
Per la tapenade (che non è patè di olive eh!!):
- 50 gr capperi sotto sale da sciacquare benissssssimo
- 20 gr acciughe sott'olio
- 150 gr olio e.v.
- 250 gr olive nere denocciolate

COME SI FA

Tagliare i pomodori a spicchi, eliminare i semini e tagliarli a pezzetti.
Frullare i pomodori secchi poi mescolare la purea ottenuta con i pezzetti di pomodoro fresco.
Scolare bene la mozzarella e asciugarla con carta da cucina.
Per la tapenade, frullare olive, capperi e acciughe poi irrorare la crema con l'olio d'oliva.
Montare i bicchierini partendo dalla mozzarella, poi la tapenade, mozzarella, pomodoro, mozzarella, pesto e guarnire cn foglioline di basilico.
Tirare fuori dal frigo un pò prima, sono più buoni appena freschi ma non freddi.


lunedì 22 gennaio 2018

Droganola: la granola che da dipendenza

Ricetta presa dal Cavoletto qui con alcune piccole varianti.
WARNING: ok che sarà paleo anche se non ho ben chiaro cosa voglia dire, ok che non ci sono zuccheri e che ha pochi carboidrati epperò resta pur sempre una discreta BOMBA! E il dramma è che se ne tiri su una manciata poi non riesci veramente più a smettere. Sapevatelo.

INGREDIENTI

- 220 gr anacardi
- 120 gr gherigli di noci
- 120 gr mandorle intere non spellate
- 60 gr semi di girasole
- 60 gr semi di zucca spellati
- 100 gr noce di cocco essiccata non zuccherata (chiedere "cocco rapè" sennò manco nei negozi bio te lo trovano 😐)
- 30 gr mirtilli essiccati
- 40 gr more di gelso essiccate
- 1 albume
- 2 cucchiai di acqua
- 2 cucchiai di miele
- 3 cucchiai di olio di cocco
- 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
- 1 cucchiaino di cannella macinata
- 1/2 cucchiaino di sale

COME SI FA

Ho utilizzato il Bimby ma poverello ha fatto un pò fatica a rimestare il tutto a causa della scarsissima quantità di liquido. La prossima volta meglio utilizzarlo solo per tritare le noci e poi mescolare il resto a mano.

Versare le noci e i semi nel frullatore e frullare brevemente fino ad ottenere un trito non troppo fine (con il Bimby bastano davvero pochi secondi).
In una ciotola capiente sbattere l'albume con l'acqua utilizzando una frusta finché sarà leggermente spumoso. Aggiungere l'olio, la vaniglia, il sale, il miele e la cannella e mescolare bene.

Nota: questa è stata la mia prima esperienza nel mondo di questi "super food" oggi tanto in voga e si vede: ci ho messo due ore e tre negozi per trovare il cocco giusto solo perchè non lo chiedevo "rapé" e mi sono stupita che l'olio di cocco fosse solido. La prossima volta proverò a scaldarlo leggermente sul termosifone (ho letto che il punto di fusione è a 24°) in modo da riuscire a distribuirlo più uniformemente nel composto di noci.

Aggiungere le noci tritate, il cocco, le more e mescolare bene in modo che tutti gli ingredienti siano conditi.
Versare il tutto in due teglie da forno rivestite con carta da forno ed infornare a 150° (forno ventilato) per 25 minuti. Meglio due teglie in modo che la cottura sia uniforme.



Trascorso questo tempo mescolare la granola e infornare nuovamente per 10 minuti. La granola deve essere bella dorata, non troppo tostata o bruciata ma nemmeno troppo pallida. Io l'ho cotta un pò di più e alla fine ho alzato un pochino la temperatura del forno perché la quantità per una teglia era tanta e lo strato sotto non era ancora dorato.
Sfornare, lasciare raffreddare poi mettere nei vasetti in modo che si mantenga croccante.


La prossima volta voglio provare ad utilizzare l'olio di oliva anziché quello di cocco che è super gnammy ma un tantinello pesante.

lunedì 13 febbraio 2017

Crostata integrale mele e amarene


INGREDIENTI

Frolla:
- 200 gr farina integrale
- 100 gr fecola di patate
- 130 gr zucchero di canna
- 150 gr burro
- 1 uovo
- 1 tuorlo
- 30 gr mandorle spellate
- 3 pezzetti di scorza di limone

Farcia:
- 700 gr mele golden a tocchi (circa 7 mele medie)
- 40 gr zucchero di canna
- 1 cucchiano di cannella
- il succo di 1 limone
- 100 gr confettura di amarene


 COME SI FA

Imburrare infarinare carta forno e posizionarla in una tortiera apribile.
Preparare la frolla: tritare insieme finemente le mandorle, scorza di limone, farina e fecola (10 sec/vel. 10). Riunire sul fondo con l'aiuto di una spatola.
Aggiungere lo zucchero, l'uovo, il tuorlo ed il burro a pezzi e impastare (30 sec./vel. 5). L'impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso. In caso contrario aggiungere se necessario un pò di farina. Avvolgere l'impasto nella pellicola, formare una palla e farla riposare in frigo per un'ora.

Nel boccale pulito e asciutto inserire le mele, la cannella, lo zucchero ed il succo di limone. Cuocere (15 min. /100°/giro antiorario/vel.1). Trasferire in una ciotola e lasciar raffreddare.

Riprendere l'impasto e stenderne i 2/3 con il mattarello utilizzando due fogli di carta forno. Metterlo nella tortiera e bucherellare il fondo con una forchetta. Lasciare circa 2 cm di bordo.
Versare sulla frolla le mele e la marmellata a cucchiaiate.















Con la frolla rimasta formare delle strisce e disporle sulla torta in modo da formare una grata.















Cuocere in forno ventilato già caldo a 180° per 40 minuti.




Lenticchie alla salvia
















INGREDIENTI

- 300 gr lenticchie
- 1 cucchiaio abbondante concentrato pomodoro
- rametto di salvia intero
- olio
- sale
- 1 litro brodo vegetale
- 1 cipolla
- a piacere pancetta non affumicata

 COME SI FA

Soffriggere la cipolla e la salvia (rametto lasciato intero) con la (eventuale) pancetta.
Aggiungere le lenticchie, farle insaporire, quindi aggiungere il concentrato di pomodoro e il brodo (quantità tale da superare lenticchie di circa un dito).
Coprire e cuocere a fuoco dolcissimo per almeno un'ora.

venerdì 30 dicembre 2016

Il rognone in umido (o i cuoricini per bambini)


In Piemonte accadono cose straordinarie: i bambini magari non vogliono gli spinaci, ma mangiano serenamente cibi impensabili come midollo, fegato e cervella, roba da far impallidire più di un adulto residente al di fuori dei sacri confini (Piemontesi, ovvio).

Eppure qualche espediente per raggirare gli infanti sospettosi se lo dovevano inventare pure le nostre nonne: ed è così che per non farmi storcere il naso davanti al rognone in umido, mia nonna (e tutta la famiglia al seguito) me lo spacciava incredibilmente per... "cuoricini" - li chiamava così (di coniglio credo, visto che quelli li mangiavo allegramente).

So che un non sabaudo stenta a crederci, ma per noi il rognone era un piatto che si mangiava spessissimo, tipo cotoletta e patatine.
La ricetta era sempre e solo questa che trascrivo qui.
Me la sono fatta spiegare dal vivo dalla mia Mamma e mi ripropongo di provare a farla presto, ma ho un problema: per chi diavolo la cucino?? Sono certa di rischiare la rottura dei buoni rapporti con qualunque ospite a cui provassi a propinarla. SGRUNT.

INGREDIENTI

- 2/3 rognoni di vitello
- aceto di vino rosso
- burro
- olio
- 1 spicchio aglio
- farina


 COME SI FA

Togliere il grasso dai rognoni, quindi immergerli in bacinella piena di acqua fredda e aceto per 30 minuti.





Togliere il grasso rimasto con le forbici, quindi tagliare i rognoni a pezzetti.

In una pentola capiente scaldare burro, olio e spicchio d'aglio, quindi rosolare il rognone a fuoco alto e pentola scoperta, mescolando di tanto in tanto finché colorisce e riassorbe acqua che e' uscita (circa 10 minuti).

Intanto preparare un bicchiere con 2/3 di acqua, 1/3 di aceto e 1 cucchiaio scarso di farina. Versare il liquido nella pentola e proseguire la cottura a fuoco basso e pentola coperta finché il rognone diventa tenero (circa 45 minuti).
In caso si asciugasse troppo aggiungere liquido aceto/acqua/farina.
Scarpetta obbligatoria!!!!



mercoledì 2 novembre 2016

La torta al cioccolato della moglie di Cesare

Sembrerà strano ma io non conosco né Cesare ne' la moglie di Cesare, e non ho mai assaggiato la torta in questione, però l'ho sentita decantare al tal punto da mia madre che non ne potevo più e ho dovuto per forza provare a farla.
A sentire la mia golosissima genitrice infatti questo dolce era un prodigio dolciario, buona, buonissima, fantastica, se la faceva fare, la degustava, la surgelava addirittura per godersene una fetta ogni tanto, immancabilmente raccontandomi poi quanto fosse irresistibilmente sublime ma... mai una volta che le venisse in mente di tirarne fuori un po' quando passavo dalle sue parti. E poi si è fatta dare la ricetta, ma si è ben guardata dal farla perché, dice lei, io la frolla non la faccio (mah, ho rinunciato da anni a spiegarmi certe sue stramberie).
Morale, arraffo la ricetta, che si presenta tuttavia assai avara di spiegazioni, in particolare riguardo alla realizzazione della crema.
Decido allora di buttare il cuore oltre l'ostacolo e provo a fare sia frolla sia farcia con il Bimby.
Il risultato è stato di grande soddisfazione e di veloce realizzazione, con giusto qualche cosina da migliorare. Eccola qui, la torta più chiacchierata degli ultimi tempi, manco fosse Belen.

N.B. Più che una torta trattasi di un'arma di distruzione di massa: burro, panna, zucchero in dosi massicce e tanto di quel cioccolato che sarebbe sufficiente per realizzare tre dolci normali.

INGREDIENTI

Per la frolla:
- 200 gr farina
- 2 uova
- 80 gr burro
- 65 gr zucchero
- 1 pizzico di sale
- mezza bustina di lievito vanigliato per dolci
- 50 gr cacao in polvere (ho usato quello amaro e lo zucchero di canna che dolcifica un po' meno di quello normale, e la frolla era forse un filo amara, magari la prossima volta proverò ad aggiungere un filo di zucchero in più o una parte di cacao dolce)

Per la farcia:
- mezzo litro di latte
- 250 ml panna liquida
- 2 uova
- 50 gr maizena
- 400 gr cioccolato fondente. Si, avete letto bene, sonoproprioquattrocentocioequasimezzochilo (ho usato quello all'88%)
- 150 gr zucchero

 COME SI FA

Frolla fatta ovviamente nel Bimby e messa in frigo (anzi in freezer perché ero di fretta) per un'ora.

Anche la crema l'ho fatta nel Bimby seguendo il procedimento indicato per "crema Bimby", ossia 7 minuti a 90 gradi e velocità 4, ma mi sembrava troppo liquida quindi ho aggiunto mezzo cucchiaio di maizena e ho proseguito cottura per due minuti. Di colpo ho sentito che si era rappresa. Senza Bimby la sibillina ricetta diceva di farla cuocere a fuoco basso finché si addensa.


Ho steso la frolla per il guscio utilizzando mattarello e due fogli di carta forno imburrati ed infarinati. La prossima volta devo ricordarmi di fare lo stesso anche per stendere lo strato da mettere sopra la farcia (ossia conviene imburrare ed infarinare anche i fogli usati per stendere lo strato superiore, e magari passarli in freezer prima di togliere la carta perché altrimenti risulta difficile staccarla senza rompere la sfoglia).




Cuoce in forno già caldo a 180° per 45 minuti.
Nel dubbio ho cotto per la prima metà del tempo indicato con forno non ventilato per poi concludere la cottura con forno ventilato. Risultato, parte superiore della frolla un pò secchina, quindi prossima volta tutto forno non ventilato, magari anche solo 160°.






mercoledì 16 marzo 2016

Cantucci salati gorgomandorla


Ricetta del Cavoletto, che fa bene a definire questi biscottini un po' "perversi": nel mio caso, più che un pò, perché ho addirittura sostituito il gorgonzola con il blu di capra. Roba che c'era un odore di piccante che ti mordeva il naso prima ancora di entrare in casa!!
La prossima volta (che sarà presto perché l'esperimento è stato un successone) proverò a farli un filo meno aggressivi usando il gorgonzola dolce.
Inoltre la ricetta originale prevedeva di cuocerli finché dorati e croccanti come quelli dolci, in realtà causa consueta mancanza di tempo, io li ho tolti dal forno ancora leggermente morbidi all'interno ma pare siano piaciuti di più così.

INGREDIENTI
- 210 gr farina
- 90 gr gorgonzola dolce
- 60 gr latte
- 1 uovo
- 40 gr olio e.v.o.
- 1 cucchiaino lievito per dolci non zuccherato (ho usato quello di birra secco)
- 50 gr mandorle intere pelate
- una presa di sale

 COME SI FA
Scaldare il latte e scioglierci il gorgonzola. Mescolare la farina con il lievito, aggiungere l'uovo, l'olio, il latte al gorgonzola, il sale e le mandorle intere. Mescolare velocemente (ho utilizzato il Bimby a velocità bassa - max 2 - per non rompere le mandorle, che devono restare intere). 
Formare una palla, dividerla in due filoncini alti 2 cm e larghi 5 cm, disporli sulla placca del forno rivestita di carta forno e lasciarli riposare in frigo per 15 minuti.
















Cuocere in forno caldo ventilato a 170° per 30 minuti. Toglierli dal forno, lasciarli raffreddare poi tagliarli in diagonale con un coltello seghettato. Disporli nuovamente sulla placca rivestita di carta forno e cuocerli finché dorati.
Lasciarli raffreddare su una griglia.






mercoledì 17 febbraio 2016

Polpettone magico dell'Adele

Magico perchè sembra incredibile che 3 soli ingredienti possano dare qualcosa di così buono!!

INGREDIENTI

- 600 gr lonza maiale tritata
- 300 gr ricotta vaccina (il peso della ricotta deve sempre essere la metà vs quello della carne)
- 1 uovo
- sale, pepe
- almeno 200 gr di grana grattugiato
- pangrattato

 COME SI FA

Mescolare tutti gli ingredienti, formare il polpettone, passarlo nel pangrattato.
Posizionarlo in una pirofila unta d'olio, salare e pepare la superficie.
Cuocere in forno ventilato a 160° per un'ora e 15 minuti.
Bucarlo con stecchino a fine cottura per verificare se è pronto.
Servire con maionese fatta in casa.

lunedì 15 febbraio 2016

Pan brioche

Siccome mi ero fissata di provare a fare il famigerato paté di fegato di mia suocera, e siccome come spesso mi accade in cucina benché fosse la prima volta non ho resistito al pensare in grande, ho deciso di accompagnarlo con un altro esperimento, ossia il pan brioche.
Adoro il paté e adoro il pan brioche, ma prima ancora di provare a cimentarmi sapevo che sarebbe stata un po’ un’impresa perché mangiarlo buono, comme il faut, anche nei migliori ristoranti, è cosa rara.
Deve essere (o meglio, a me piace che sia) giallo intenso (tipo panettone artigianale), a pasta fine fine, morbido dentro ma tostato fuori, possibilmente con la crosta fine e lucida…
Così sono partita dalla ricetta Bimby e ho apportato qualche piccola variante presa dalla ricetta della brioche vendéenne del Cavoletto
Il risultato mi è piaciuto e, cosa importante, ho preso nota di una serie di modifiche/migliorie che voglio apportare la prossima volta.

INGREDIENTI

- 20 gr latte 
- 25 gr lievito birra sbriciolato (provato con lievito di birra in polvere ma l'impasto è lievitato/cresciuto meno)
- 350 gr farina Manitoba + q.b. (se possibile quella addizionata di pasta madre)
- 4 uova
- 40 gr zucchero canna 
- 40 gr zucchero a velo
- 1 cucchiaino di sale
- 170 gr burro a pezzi + q.b.
- 2 tuorli leggermente sbattuti per spennellare
- 2 cucchiai panna fresca

 COME SI FA

Mettere nel boccale del Bimby il latte e lievito sbriciolato: scaldare 1 min/37°/vel. 2.
Aggiungere la farina, le uova, la panna, lo zucchero e il sale: impastare 10 min/spiga. Aggiungere il burro poco alla volta a pezzettini tramite il foro del coperchio.
Trasferire l’impasto in una ciotola, coprire con un canovaccio e lasciare lievitare in luogo caldo per circa 10 ore. La prima volta che l'ho fatto ho seguito i tempi di lievitazione minimi (3 ore) e l'impasto è risultato molto appiccicoso e difficile da lavorare, impedendomi di realizzare la treccia (stessa cosa anche con 4 ore). Con 10 ore di lievitazione invece era perfetto da intrecciare ed in forno è più che raddoppiato di volume.

Da così...

 ... a così (dopo prima lievitazione)


Rivestire uno stampo da plum-cake con carta forno bagnata, strizzata e imburrata.
Trasferire l’impasto sul piano di lavoro infarinato e realizzare la “treccia” come suggerito nella ricetta del Cavoletto.
Mettere l’impasto nello stampo, coprire con canovaccio. Lasciare lievitare in luogo tiepido finché raddoppia di volume (circa 1 ora e 15 minuti).

Da così...



























... a così (dopo seconda lievitazione e spennellatura con tuorlo d'uovo)




























Pre riscaldare il forno a 180°. Spennellare la superficie dell’impasto con il tuorlo leggermente sbattuto (cercando di raggiungere per bene anche i lati perché l’impasto crescerà parecchio in cottura e si rischia quindi che risulti bicolor come il mio! Prossima volta sbattere due tuorli e spennellare la superficie man mano che si gonfia in forno).
Cuocere in forno per 40 minuti con funzione “ventilato”
























Io l’ho preparato il venerdì per mangiarlo il giorno successivo.
Prima di servirlo l’ho abbrustolito in forno sotto il grill. Ricordarsi di girarlo in modo che sia bello croccante da entrambi i lati! In questo modo si crea una bella crosticina senza bisogno di ricorrere alla cottura con burro, mentre all'interno rimane bello morbido.